Serenata alla Pioggia Estiva ed alla Nebbia di Mezzo Inverno

INTRODUZIONE ALLA POESIA
Questo componimento mi ha molto impegnato negli ultimi tempi, ma penso che il risultato sia sufficientemente appagante. Non escludo comunque che possano avvenire ulteriori modifiche al testo.

SERENATA ALLA PIOGGIA ESTIVA E ALLA NEBBIA DI MEZZO INVERNO
Smarrisco lo sguardo nella
risuonanza dei raggi del sole
riverberanti nelle gocce d’acqua
appese ai rami
come frutti acerbi.
Acerbi come il mio amore,
Acerbi come le mie parole,
acerbi come i nostri corpi
carezzati dal sole.
Acerbi come i nostri pensieri
dissolti in tazze d’assenzio.

Nella nebbia inebriante
un coma etilico;
Stati di gioia.

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Un pensiero su “Serenata alla Pioggia Estiva ed alla Nebbia di Mezzo Inverno

  1. Carissimo,
    Sono un diciottenne uscito l’anno scorso dal liceo classico di Reggio Emilia. Anch’io, al tuo stesso modo, mi interesso ed amo profondamente la poesia, intesa come lo slancio più alto dell’animo umano. Son finiti però per me i tempi fecondi del liceo! Adesso, muto nell’alma poetica, mi dedico principalmente alla lettura delle poesie ed al commento di esse da parte di esimi filologi.
    E quindi in nome della filologia che ti faccio questo mio commento sincero di cui spero tu almeno ne apprezzi la validità. se mi vorrai rispondere privatamente sulla mia mail fa pure tranquillo.
    Ho letto alcune delle tue poesie. Queste sono le idee che mi sono sorte. Non voglio assolutamente denigrarti, ma credo che tu abbia una concezione di poesia un po’ ristretta, cioè unicamente di stampo ermetista ( Ungaretti etcetera). infatti tu dai moltissimo peso alle parole , come testimoniano alcuni versi addirittura aventi singola parola e la scelta del lessico che apprezza particolarmente termini con suoni aspri e dentali; per fare un esempio la parola “morte”.
    Anzi ti dirò, la tua poesia mi ricorda in una maniera particolare la poesia di Ungaretti. Ma è qui che sorge il problema. Ungaretti, come tutti i poeti ermetisti, provenivano da un grandissimo background culturale: la vera innovazione deriva dalla perfetta conoscenza di quello che c’è stato prima di te. Quindi quello che io ti consiglierei è provare, se non lo hai già fatto, a leggere autori precedenti e soprattutto provare a scrivere in versi. La difficoltà della poesia è proprio quella di inquadrare le parole nei versi. Fidati, è facilissimo scrivere parole aspre in versi liberi, è come scrivere un libro fantasy: è facile. La poesia è come la piccola fiammiferaia, carina, bellina, ma se gli togli i suoi fiammiferi, cioè i versi, è destinata a morire.
    Comunque la tua immaginazione, che mi ricorda un dark alquanto simile a quello di Tim Burton, è molto bello e lo devi coltivare. Solo ti dico questo, prova ad inquadrare il tuo estro poetico nei versi: è moto più difficile e soprattutto originale di quanto si pensi.
    I miei migliori auguri
    . Tommaso

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