Sei capinere
in cima ad un cipresso:
sono il sonaglio
di un bambino
morto
Nel tempo di ciò
che non è
mai
stato
ogni cadavere
ha il suo
pugno di vento
Sempre aborti di idee
sogni infranti
da un mondo inesistente
Sei capinere
in cima ad un cipresso:
sono il sonaglio
di un bambino
morto
Nel tempo di ciò
che non è
mai
stato
ogni cadavere
ha il suo
pugno di vento
Sempre aborti di idee
sogni infranti
da un mondo inesistente
È passato parecchio tempo dall’ultima volta che ho usato questo blog (tanto che ho impiegato tre giorni per ricordare nickname e password…). Comunque negli ultimo giorni ho pensato di ritornare ad utilizzare il blog ma in modo diverso. Credo che lascerò attivo anche questo dominio, ma ho intenzione di aprirne uno nuovo dove pubblicare non solo poesie, ma anche riflessioni e pensieri in vari ambito. A partite dalla letteratura ma anche filosofia, politica (su questa ho qualche remora…) e qualunque altro ambito dello scibile umano e magari non solo…
Se qualcuno ha qualcosa da dire, commenti pure.
NOIRE
In mezzo alla notte
t’e nero
in cui affogare i miei occhi.
Il tuo corpo esala lievi sostanze
nell’atto
della morte.
Odo dolci fragranze
dileguarsi
da profonde paludi
di corpi marci e bruciati.
Vedo soltanto
vapori di materia
volare come fate
su bicchieri annebbiati di spiriti.
INTRODUZIONE ALLA POESIA
Questo componimento mi ha molto impegnato negli ultimi tempi, ma penso che il risultato sia sufficientemente appagante. Non escludo comunque che possano avvenire ulteriori modifiche al testo.
SERENATA ALLA PIOGGIA ESTIVA E ALLA NEBBIA DI MEZZO INVERNO
Smarrisco lo sguardo nella
risuonanza dei raggi del sole
riverberanti nelle gocce d’acqua
appese ai rami
come frutti acerbi.
Acerbi come il mio amore,
Acerbi come le mie parole,
acerbi come i nostri corpi
carezzati dal sole.
Acerbi come i nostri pensieri
dissolti in tazze d’assenzio.
Nella nebbia inebriante
un coma etilico;
Stati di gioia.
Mi piace il giorno
Quand’esso ancora è notte
Ti nascondi nei
Chiarori del
Sole albeggiante.
Sulle colline le tue
labbra
Bagnate di
luce
Baciano il cielo
Della mia anima.
Il giorno è morto:
la luce
Esalato ha il suo ultimo
sospiro.
Giunta è la notte;
su ogni dove vedo lacerassi
brandelli di poesia.
Sono in completo oblio,
Sanguinante e gemebondo
Sprofondo nell’abisso
del mio stesso essere